Nutrizione Funzionale

La nutrizione funzionale lavora in sinergia con le varie figure professionali mediche e con l’osteopatia.
Va a sottolineare l’importanza degli alimenti di alta qualità e la diversità dei fitonutrienti per affrontare gli squilibri clinici, promuovendo quindi l’uso del cibo come medicina e partendo sempre dall’evidenza scientifica.
L’obiettivo è quello di promuovere il miglioramento dell’organismo andando a rimuovere la causa principe delle patologie, piuttosto che trattarne i sintomi.
Le patologie trattate sono diverse, tra cui fibromialgia; dermatite seborroica; obesità; artrite reumatoide; psoriasi; allergia al nichel; ipotiroidismo; tiroidite di Hashimoto; IBS; sibo; sclerosi multipla; diabete di tipo 2; dispepsia; epilessia farmaco-resistente;disbiosi; candida.
Le principali diete che vengono usate sono le diete Low Fodmap, quelle Chetogeniche e quelle Autoimmuni.
Nell’inquadramento dei disturbi funzionali, è d’obbligo un riferimento alla Rome Foundation, l’organizzazione che da 20 anni si occupa fornire supporto per migliorare i criteri di diagnosi e trattamento dei Disturbi Funzionali Gastrointestinali (DFGI).
Dopo anni di grande lavoro adesso è possibile una revisione complessiva tale da consentire più chiaramente al clinico una diagnosi dei DFGI basata sui sintomi, a partire da un modello di per sé innovativo, quello bio-psico-sociale, secondo cui i DFGI dipendono da fattori psicosociali e da un’alterata fisiologica intestinale.
Testo a cura della Dr.ssa Raffaella Bartoletti.





